sabato 16 settembre 2017

AILEFROIDE (m 1.500): Divine Pancréatite

Sabato 16 settembre 2017
Io e Lollo

Meteo dubbio e soprattutto zero termico bassissimo...
Decidiamo di fare un giro a Ailefroide (m 1.500), negli Ecrins, dove la quota è bassa ma l'ambiente magnifico, ciò che giustifica il lungo viaggio.
Partiamo alle 5,20 da Mario.
Al nostro arrivo a Pelvoux però la temperatura è veramente bassa, 0°C:

Facciamo una sosta alla nostra solita creperia, ma alle 7,40 del mattino non fanno ancora le crepes... peccato, mi accontento di una brioche e di un caffè... francese!
Poi torniamo in auto e saliamo a Ailefroide: il campeggio è già chiuso e deserto... magnifico!
Al parcheggio del ponte incontriamo solo due ragazzi tedeschi diretti a Orage d'Etoiles (splendida via che ho salito qualche anno fa con l'Alpino).
Oggi la nostra scelta cade su Divine Pancréatite (6a   10L   300 m):
Ravaniamo alla grande per trovare l'attacco della via, perdendo oltre un'ora... vabbè, Lollo deve provare gli scarponi nuovi...
Quando stiamo quasi per mollare e per ripiegare sulla via La Cocarde, ecco che riconosciamo l'attacco della via, benché non ci sia scritto il nome, quando sono le 10,30.
Ci prepariamo e parte Lollo per il primo tiro (5b), in placca:
Chiodatura molto generosa, come sempre qui a Ailefroide.
In cima al tiro abbiamo un breve trasferimento a piedi, fino al secondo tiro (5c), che salgo io, lungo un muro verticale in leggero diagonale a destra, per poi tornare a sinistra più in alto:
Lollo segue:
Purtroppo la parete alla nostra sinistra, bordo di una gorgia gigantesca, ci tiene in ombra, cosa che con le temperature odierne non è il massimo del comfort...
Resto davanti per la terza lunghezza (5c+): qualche passo delicato, poi salgo verso un diedrino breve ma ostico, per uscire su una placca che in diagonale a sinistra mi conduce agli spit di sosta, da collegare:
Quarto tiro (5c), con partenza impegnativa su leggero strapiombo seguito da traverso delicato a sinistra, poi salgo in verticale e via via più facilmente lungo uno speroncino, fino alla sua sommità.
Il quinto tiro (5b) vede nuovamente Lollo in testa, lungo una placca prima ed uno speroncino di strana roccia simile a conglomerato poi:
Proseguo lungo il sesto tiro (5c), interessante e particolare, salendo lo speroncino ora più verticale, sempre su roccia simil conglomerato.
Qui inizuo ad avere freddo, ma tengo ancora duro senza vestirmi di più; per Lollo è più dura, partendo da secondo ci si raffredda di più; il problema come sempre sono le mani, soprattutto.
Lollo segue:
Settimo tiro (6a), tiro chiave.
Salgo la facile placca muschiata che conduce alla base della placca seguente, che propone subito alcuni metri da salire in aderenza su piccoli appoggi, in leggera diagonale verso sinistra, fino a salire diritto verso un'evidente fessura, perfetta, da granito, che propone magnifici movimenti in aderenza di piedi e con le mani in fessura:
L'uscita è lungo una seconda fessura orizzontale, prima dell'aerea sosta sul filo dello spigolo, dove poco dopo mi raggiunge l'amico:
Ottavo tiro (5c), bellissimo anche questo: salgole placche a destra della sosta, poi ancora a destra lungo la splendida placca nera lavorata, fino alla sosta di nuovo sul filo; Lollo segue, su roccia che qui finalmente è stata riscaldata dal sole, fino a pochi minuti fa:
La nona lunghezza (5b) propone le placche appoggiate ma povere di appigli che risalgono lo speroncino a destra della sosta, tiro lungo oltre 50 m; Lollo va avanti:
Poco dopo siamo già all'ultimo tiro (4c), sempre lungo lo speroncino, fino alla sosta su comodo terrazzino, dopo circa 30 m:
Il panorama, sempre splendido da queste parti, con i giochi di nuvole e granito:
Selfie a fine via:
Sono le 14, 15.
Sgranocchiamo qualcosa, una telefonata, poi si scende, con 7 calate in doppia che per fortuna non danno problemi; diverse soste sono fuori via:
La via salita, vista scendendo a piedi verso l'auto:
Come giusto che sia e in sberleffo al suo nemico giurato Pol, il McDonalds di Briançon ci accoglie anche stavolta, sulla strada del ritorno: